Ma quindi l’AI ci ruberà il lavoro? Alcuni sì, posso testimoniarlo io stessa ma (versione ottimista) il valore aggiunto del nostro senso estetico, talento, esperienza deve prevalere su un risultato, molto probabilmente, corretto ma arido o semplicemente non umano. Ma c’è da dire che la superficialità (questa è la versione pessimista) molto spesso prevale sulla qualità. Meglio fatto – gratis – che perfetto sembra essere il nuovo modus operandi. In questa Newsletter Volume 71 mi voglio interrogare proprio su questa benedetta Intelligenza Artificiale. Sempre più utenti/consumatori scelgono l’AI per soddisfare le proprie esigenze e quindi anche le proprie curiosità sulla cosmetica. Con che criteri ci consiglia che crema comprare, che cosa è meglio per la nostra pelle, che profumo provare? Ho posto le stesse domande a tre AI diverse, utilizzando il medesimo prompt in forma anonima. Ma prima di vedere le risposte capiamo un attimo meglio cosa c’è dietro a questi nuovi stakeholder del beauty business. Mi interessa scoprire quali sono i prodotti che mi hanno proposto, ma mi interessa di più essere consapevole di chi sono i proprietari e gli sviluppatori delle tre AI interrogate.
ChatGPT è nata nel 2015 dalla startup Open AI specializzata in IA generativa (inizialmente era socio anche Elon Musk) ed è una delle più usate, anche Microsoft ci ha investito miliardi di dollari. La sua caratteristica principale è la creatività e la capacità di risolvere problemi attraverso il ragionamento logico. È anche molto facile da usare, un assistente IA conversazionale semplice e rapido.
Gemini fa parte dell’ecosistema Google, quindi è legato a questo motore di ricerca per le sue risposte. È nativamente multimodale, quindi analizza benissimo testi, immagini, audio e video in tempo reale.
Copilot invece fa parte dell’universo Microsoft, quindi è integrato con Windows 11, il browser Edge e Office. Si usa molto per la produttività aziendale e per la creazione di report e mail.