L’olfatto è il senso più fedele che abbiamo: non mente, non dimentica, non chiede permesso. Forse per questo assomiglia così tanto all’amore. Perché se è vero che i gesti possono ingannare, i messaggi si interpretano male e le buone intenzioni si perdono come calzini in lavatrice, il profumo no, è sincero, è spietato, è poesia e verità.
Altro che Olimpiadi, Carnevale, Sanremo, a Febbraio si deve parlare d’amore. Non per convenzione, ma per necessità. Per desiderio. Per sopravvivenza, anche.
E allora per questo Volume 69, numero che già di suo promette una certa…intensità, ho immaginato una conversazione olfattiva libera con due anime luminose Markus Villani e Sofia Basso Ricci: una coppia di innamorati e innamorati dei profumi.
Questa newsletter è un racconto strutturato come una fragranza e come una relazione d’amore: un’ intervista costruita per strati, per intensità, per verità progressive. Una piramide olfattiva con le note di testa, di cuore e di fondo introdotta da un verso poetico. (C’è anche la playlist con i brani scelti da Markus e Sofia!)
Le note di testa sono le farfalle nello stomaco, le scintille non si spiegano, si sentono. Sono l’aria che cambia quando qualcuno entra in una stanza, ciò che accade prima del pensiero. Le note di cuore sono il tempo lungo della relazione: quello in cui si resta, si ascolta, si cambia insieme, il linguaggio condiviso. Le note di fondo sono quelle che sopravvivono al gesto. Parlano di fedeltà, trasformazione, permanenza. Quindi sì: questo mese lo dedichiamo all’amore. Ma non quello perfetto. Quello che resta addosso, che ti cambia il respiro, che ti perseguita felice come una scia di profumo su una sciarpa, come una melodia che rimane in mente.